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Agosto 2008

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De.licio.us

 
 
“ Love shows that God has sense of humour ! “ ( J. Jackson )
 
 
Qualcuno ha detto che due nevrosi in armonia sublimano nel vero amore. Probabilmente aveva torto o forse sono io che vivo le mie nevrosi fuori sincrono…
Amy mi ha lasciato due giorni fa… Aveva bisogno di certezze, ma non era la prima volta che ne discutevamo… Credo che quando Dio creò la donna, assunse, subito dopo, dosi massicce di valium… forse è per questo che non ascolta le nostre preghiere: deve averne abusato!
 
- Non puoi evitare le tue responsabilità con l’ ironia, Dan !! – strepitò, additandomi con tutta la veemenza di un inquisitore spagnolo !
- Credo, Amy, che tu sia al corrente dell’ amore che io sento per te e me ne sono sempre assunto le responsabilità in ogni suo istante… Io l’amore lo vivo, tu invece le conferisci forme di progettualità che non le appartengono !! – l’avevo in pugno, o almeno così credevo…
- Non assurgere al Candido del nuovo millennio! La tua dialettica è solo un dorato “lubrificante” per far penetrare le tue assurde convinzioni in Me !!... E scusa questa sordida similitudine. Io con te voglio costruire qualcosa insieme in una casa tutta nostra !! – mi contrattaccò di nuovo con i suoi sogni… Dovevo abilmente sottrarmi… Usai l’ ironia…
- …Cosa?? Ma tu vuoi barattare il nostro amore con un mutuo ?! – 
- Sei un bastardo, Dan !! Tu glissi, fingendo di non comprendermi…VAI AL DIAVOLO !  -
S’ involò, sbattendo la porta d’ ingresso con tutta la disperata furia di una rabbia inespressa. La lasciai andare via, avevo fiducia o la speranza che l’ onda lunga del nostro confronto decantasse. In quel mentre mi venne in mente una frase del Turgenev, affiorò così senza alcuna elucubrazione “…Fu creato forse allo scopo di rimanere vicino al tuo cuore, sia pure per un attimo?...”.
Ciò accadde 24 ore fa. 
 
Un tempo eravamo soliti incontrarci da Sallie’s dopo il lavoro per pranzare insieme, dissertando su ogni argomentazione e parlare di noi stessi, mi sentivo splendidamente presente a me stesso dopo averla vista, anche i più piccoli momenti vissuti insieme celavano grandi retroscena e dietro i nostri occhi c’erano tante cose non dette ma tacitamente intese…Mi sentivo placato, ogni mia inquietudine veniva dolcemente smantellata… Ella era diversa da tutte le altre… Perché dunque ero fuggito da lei? 
Il mio analista spesso mi suggeriva di non temere la stabilità che può comportare una sincera liaison, ma viverla in ogni suo aspetto. Era sicuro che paventassi la cristallizzazione della mia vita, così in contrasto con la mia natura, quel moto perpetuo profondamente radicato nel mio essere, l’unica realtà che ho conosciuto. Probabilmente ora mi spiego la mia persistente nausea da “mal di mare” esistenziale…
 
Posizionai nel mio Bang&Olufsen un cd di Devin Townsend, il suo rock dirompente avrebbe spazzato via ogni eco delle impetrazioni di Amy, o almeno così credevo… In verità, il riverbero delle sue parole poteva essere smorzato solo dall’assunzione di una dose di valium nell’ ordine di ettochili…  L’ equivalente di una visione consecutiva di due reality show. Optai per la desublimante seconda variante catodica ! La NBC monopolizzò i miei pensieri per un paio d’ore… Gradatamente mi assopii… Ogni mio pensiero perse vigore… E con essi ogni mio desiderio…
 
- COOOSA ?? AMY TI HA LASCIATO ?! – esclamò, basito, Kevin.
 - Credo dovresti urlare più forte, mi sa che l’altro isolato non ti ha sentito… Sai, non vorrei che l’ intera isola di Manhattan fosse all’oscuro della mia situazione privata. Il New York Times non se lo perdonerebbe – gli rimproverai, sarcasticamente.
Kevin è un collega di lavoro: siamo consulenti finanziari per una importante holding, ma i numeri sono in questo periodo l’ultima cosa che m’ importa o almeno finchè i nostri investitori non si chiederanno come mai le loro azioni siano ancora invendute…
- Ma Dan, Amy era la ragazza giusta per te ! Cosa diavolo hai combinato questa volta ?! – l’espressione di incredulità  evidenziava il suo tono di disapprovazione… Credo che Kevin ne fosse segretamente innamorato.
- Senti Kevin, non sempre le cose vanno come noi desideriamo, giusto? E poi penso che tu possa intuire le ragioni della sua inderogabile decisione ! –
- Certo, certo… Questo tuo modus vivendi di non prenderti alcuna responsabilità e varie menate !! – disse con un tono in levare.
- Questo tuo modo di semplificare mi irrita !! Se la vita potesse esprimersi con una semplice equazione, tu saresti, con una buona calcolatrice, in perfetta sintonia con la realtà !!! – replicai causticamente.
- Hanno inventato il computer, idiota !!! Ora pensiamo ai nostri clienti: le azioni Tyrell stanno colando a picco !!! Dobbiamo assolutamente vendere, prima che chiuda il mercato !!! – un tono di allarmismo sottendeva le sue parole.
- Ufffff ! Questo lavoro sta diventando troppo prevedibile… -
- E allora chiedi a Campanellino cosa fare, caro Peter Pan dei miei stivali !! – mi rimbrottò Kevin.
La sua involontaria ironia sinceramente mi strappò un sorriso, ma non gli mostrai alcuna ilarità: sarebbe stato come avergli riconosciuto una sua parziale vittoria a questo primo confronto dialettico, non credete?
 
Il chiarore del mattino riportò la mia coscienza, ancora avvinta ai lacci del sognare, alla realtà. Una nuova realtà… D’ improvviso mi ritrovai single!
- Diavolo! – mi accorsi di essermi addormentato sul sofà, la voce di Jay Leno attestò che i miei vicini di casa dovevano aver subìto nella lunga corsa notturna vecchie repliche di telefilm che il tempo aveva oramai disossato e deliranti televendite di imbonitori con un rictus che vicariava un rasserenante ideale sorriso…
Ed ora chi lo sentirà l’amministratore…
Era tardi, dannazione, rischiavo che il mio superiore potesse apporre con la sua  MontBlanc nero cromata un cerchietto sul mio nome o qualcosa del genere !!!
La consapevolezza del mio stato di single non fu tale finchè Kevin non me lo urlò in pieno volto.
- COOOSA ?? AMY TI HA LASCIATO ?! –…
 
 Rientrato in casa, un flat con vista su Central Park arredato con squisito gusto minimalista, potevo osservare dal mio terrazzo la collaudata quotidianità metropolitana che volgeva al termine. La vita di ognuno continuava, una vita omologata, in sudditanza di tabulati d’orario e squallidi organigrammi di lavoro ed i propri affetti vissuti per appuntamento o… per prezzario, credo sia una questione di disequilibrio tra ormoni e sentimento !
“Automi, non siamo altro che ridicoli automi che si agitano freneticamente in cerca del proprio sogno” incominciai a divagare, mentre sorseggiavo il mio buon vecchio Jack. Era il momento della commiserazione, mi accade nei miei “momenti down”… poi passa! Nessuna e-mail, nessun sms, il nulla assoluto da parte di Amy, almeno in termini telematici …
 
 “ Cosa starà facendo in questo momento? Mi pensa? Farà sul serio questa volta? “, una torma di interrogativi senza risposta empì i disordinati vuoti del mio animo, e nel timore di ricadere in una delle mie psico-aporie, dalle quali ne sarei uscito puntualmente costernato, narcotizzai la mia coscienza.
 
 Dopo essermi sintonizzato su MTV, che nel contempo trasmetteva una squallida intervista con i conoscenti della Spears, riflettei sulla mia bizzarra giornata di lavoro. Le azioni Tyrell si deprezzavano troppo velocemente, Kevin mi tacciò di “pigrizia aziendale”, non aveva torto dato che avrei dovute venderle all’ apertura della Borsa. Il mio ritardo sul posto della holding stava risultando fatale per me e per la Tyrell Inc. ( non quantificherò quanti milioni stesse perdendo, ma se fosse accaduto il crash, avrebbe dovuto ridimensionare la sua ambizione alla vendita diretta delle azioni come i boy-scout per i biscotti ). Poi accadde l’ imprevisto: la Tyrell non era mai esistita, o meglio era un’astuta copertura della mafia italiana, o almeno così ci informarono gli agenti dell’ F.B.I., che d’improvviso irruppero, rivendicando senza repliche tutta la documentazione al riguardo in nostro possesso. Pertanto da quel mattino, nel caso qualcuno avesse propalato la mia errata gestione di quelle azioni, l’ unico mio reale timore sarebbe stata la mia stessa vita, quella biologica intendo !! Dettagli ! Ovviamente i miei dirigenti pensarono che avessi subodorato l’ eminenza grigia, di conseguenza sono tuttora in grado di foraggiare la mia indipendenza.
La vita sa ancora sorprendermi con ironia…
 
 “ Forse dovrei contattarLa io…”. Il mio pensiero rimase isolato… Orbitante come una particella sub-atomica attorno al suo nucleo. Ed il resto ? Nient’ altro che un acciottolarsi di pensieri spinti da una emotività arrogante il suo nebuloso universo…
 
 La spia rossa. “ Diavolo! Come ho fatto a non accorgemene prima!! “. La spia rossa della segreteria telefonica, fredda come Hal 9000 in 2001: odissea nello spazio, lampeggiava un solo messaggio in memoria! Dalla cable-tv un brusco raglio di riso testimoniava un vecchio film con Lee Marvin, mi sentivo in quel preciso istante dileggiato dalla vita con chirurgico tempismo e nel modo più grossolano possibile ! Esitai nel pigiare il pulsante di avvio, finchè l’ aver ventilato la possibilità di un messaggio di Kevin mi placò. Mai così lontano dalla realtà…
 
Click: – primo messaggio: - Dan sono Amy, è stata dura decidere di contattarti, ma, mi chiamerai vigliacca, lo so, non so comunque effettivamente tu cosa ora possa pensare di me, ma… ma il non guardarti negli occhi mi rende più lucida per ciò che devo dirti…- il tono della sua voce, seppur insicuro, non mi piaceva affatto, traspariva qualcosa di radicale, sottendendo nessuna possibilità di replica - …domani verrà Daisy a riprendere tutta la mia roba. E’ stata dura prendere questa decisione, Dan, come è stato duro rendermi necessariamente consapevole che per quanti sforzi io abbia fatto e farò per te, tu non cambierai mai. Mi dispiace, Danny, mi dispiace veramente tanto… Ma anche tu sapevi che sarebbe andata a finire così… Anche tu! - fine primo messaggio, nessun altro messaggio in memoria. Click.
L’ uggiolio del meccanismo di riavvolgimento veloce lacerò il greve silenzio che avvolgeva impietosamente la stanza.
 
 “Danny”! Era dal principio della nostra liaison che non mi chiamava così… Era finita, it’s over!! Di nuovo uno sgraziato convulso di risa dalla cable-tv. Frettolosamente scrissi con un lapis consunto sul mio memorandum: ricordarsi di recidere domani il contratto con la star-movies cable-tv!! 
 
Sapevo che Amy non aveva torto, l’avevo sempre saputo… Ma non l’avevo mai accettato!! Fino ad ora…
 
Ricordai una riflessione che Amy scriveva puntualmente ogni anno come epigrafe sulla sua agenda: La non conoscenza di se stessi conduce necessariamente ad orbite non soddisfacenti e vacue realtà fittizie affiorano prepotentemente da fosse che dovevano essere riempite.  
 
Non aveva affatto torto… Il fulcro della mia vita: incapace di godere della corrente calda, incapace di sottrarmi a quella fredda. Colorati tasselli di un caleidoscopio in continua rotazione.
Celine scrisse: “La verità non chiede altro che lasciarti. Ci vuole sempre pochissimo perché ti lasci libero. Non ci tiene nessuno alla propria verità”. Dovrei scriverlo come epigrafe sulla mia agenda…
 
   Sapete? Ad ogni mia compagna ho sempre chiesto ad un certo punto della nostra relazione se fosse lei il mio paradiso. – Certamente, caro mio Dan ! – rispondevano con maliose effusioni, ma, sinceramente, non vi ho mai creduto. Sarà stato per cinismo o, con maggior probabilità, per mera perplessità per quale sfacciata naturalezza proferivano tale risposta… senza esitazione alcuna.
   Un giorno lo chiesi ad Amy, la quale chinò leggermente la testa per scrutarmi con manifesto stupore e, sicuramente imbrigliata dai mille pensieri che la mia domanda aveva indotto, non rispose. Il suo silenzio non era un diniego, ma solo un amorevole riflettere…
 
Amy fu l’unica a non rispondere e probabilmente era proprio Lei il mio paradiso.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
 
 Tarkus
 

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Creeping

23 ago 2008

                                       
 
 
 
“Quando non ci sarà più posto all’ inferno, i morti cammineranno sulla terra”
( George A. Romero )
                                                
 
                                                       
                                                           
                                                                    Prologo
 
 
 
Negherò, negherò fino all’inverosimile la follia che mi circonda! Il tutto che divora è fuori di qui, non mi avrà, non avrà le mie carni… Sono asseragliato da due giorni nel buio della mia cantina, il corpo esanime di Nancy giace vicino a me, accanto a Me… E’ stata morsa… Morsa da Loro… Morsa dalle Carni Morte… Non avrò risposta ai miei perché, gli interrogativi che lacerano la mia anima  insidiano la mia mente come virulenti parassiti provenienti da putrescenti recessi mai esplorati, senza una ragione, senza nessun motivo d’essere…                                                                                               
Nancy ritornerà dalle sue tenebre… E’ solo questione di tempo… E’ solo questione di “adattamento”… Devo sopravvivere a tutto questo delirio, devo affrontare l’orrore che mi circonda, fuggire è inutile…
L’ultimo bolletino radio confermava un insediamento umano a pochi isolati dalla mia abitazione … E’ l’unica… E’ l’ultima speranza che ho per ricominciare…
E’ solo questione di tempo… E’ solo una questione di adattamento
 
 
 
                                                                    Alba
 
 
Di giorno sono più lenti… La luce li confonde… Le Carni Morte si cibano di tenebre, non dovrebbe sorprendermi… Un rapido clone muscolare ha percorso le nivee dita di Nancy, le sue palpebre cominciano a schiudersi… Non posso, non voglio guardarla… L’ orrore tenta di imporre il suo sdegno nel mio universo, un universo che disperatamente cerco di non perdere… Non posso ora… Mi avvinghio con tutte le mie forze all’ unica speranza che ho: sopravvivere!
Dio, non posso… non voglio guardarla… Una sorta di spasimo febbrile scuote violentemente il suo corpo, ciò che rivedrò in Lei non mi apparterrà più, la vita che abbiamo condiviso è morta con Lei… E’… E’ Carne Morta… L’ abisso diviene Carne… E con essa la vita diviene orrore!
Devo andare, prima che il crepuscolo mi trovi… Il tempo è un predatore ed io la sua preda! Devo trovare il coraggio di non voltarmi indietro, il passato è stato divorato senza alcuna pietà, i ricordi pasteggiati voracemente da questo delirio…  Nancy ora si erge esangue dietro di Me, i suoi rochi lamenti sembrano chiamarmi, ma non riconosco più ormai la sua voce, una voce persa nel tempo: un’eco spettrale di un sogno che fu… Devo andare… Devo svegliarmi!
 
Isolato urbano 5. Ne sono fuori. Nessuna Carne Morta. E’ questa l’apocalisse? No, nulla di tutto questo ha matrice biblica, l’aberrante spettacolo che mi si staglia davanti è solo un parto del cuore nero dell’ umanità… La Carne Morta è sempre stata in Noi, ma nessuno ne era consapevole… Nessuno ha avuto la volontà di avvedersene… Quale terrificante cecità! Isolato Urbano 7, questo il mio unico obiettivo… Uno squallido isolato urbano! La vita ridotta a mera sopravvivenza… Nessun altro anelito! Probabilmente è sempre stato così… Non l’ho mai accettato!
 
Nancy, mia cara Nancy… I ricordi non si spengono, rimarranno sempre in Me, nonostante tenti disperatamente di rinnegarli.
   Solo una settimana fa la fievole luce emanata dalle numerose candele poste alla sua destra accanto alla finestra panoramica del suo loft, le conferivano, in virtù di un caravaggesco gioco di ombre, una drammatica profondità nel suo sguardo e nel riflesso dorato, il suo volto vivido mostrava occhi profondi, splendenti… Un volto di vetro lavorato squisitamente e dipinto d’oro… Le proporzionate ed armoniose sinuosità del suo corpo erano dolcemente coperte da una morbida maglia over-size grigio-blue mèlangè, sospesa al di sopra delle eburnee ginocchia. Mi attendeva là, con braccia conserte, accigliata, accennando un simil-broncio adolescenziale…
La osservavo, sospeso nella semi-oscurità, in preda ad una fascinazione silenziosa, quando il suo volto si raddolcì, profferendomi con maliosa gestualità le sue braccia, con l’intento di voler stringermi a sé con l’intensità di cui solo Nancy era capace… Un’ intensità che scaturiva dal coraggio di non celare le proprie emozioni, la propria vulnerabilità…
Nancy mi era vicino e senza esitazione mi attrasse a sé, per poi abbracciarci strettamente nella perduta dimensione della notte. Le sue mani si aggrappavano alla mia schiena, mentre la stringevo… Il mio viso sfiorava i suoi tiepidi e fulvi capelli. Li accarezzavo delicatamente, immergendo le dita in quei fili serici. Poi le nostre labbra si unirono a lungo e le sue braccia mi si avvolgevano in una stretta disperata intorno al mio collo. In quel momento era come se tutto il calore del mondo fosse condiviso nella nostra stretta e volessimo vivere intimamente quel calore… Stretti nell’ immoto silenzio di quel momento, nessuna parola era stata proferita, nessuna esclamazione…Nessuna corazza… Assenza di un cuore coriaceo…
In seguito ogni attimo di quella notte fu dipinto dell’ azzurro del più dolce dei sogni, i nostri sogni…
Ora tutto ciò non è più…
La cruda sopravvivenza svuota del sublime la vita di ognuno!!
 
Il cielo è terso, la luce sarà il mio vantaggio su di Loro. Poco distante osservo con disgusto una Carne Morta che si ciba di una carogna di un cane. Il suo sguardo è vacuo , la sua voracità ferocemente viva! Un solitario sarcodivoratore… Strano, Loro si muovono in torma… Di presso c’è un’auto abbandonata, come tutto il resto di questa città! Se avrò fortuna, riuscirò ad avviarla.
Solo due maledetti isolati, devo percorrere solo due maledetti isolati!
 
Perché sentirmi in colpa, perché…? La sbarra d’acciaio che gli ho conficcato nel cranio protude dalla sua orbita, ma Esso continua a muoversi, sembra soffrire, il suo non è dolore, è solo fame, avverte la mia presenza, ha fame… Sono il suo cibo. Ho dovuto infierire su Esso, ho dovuto colpirlo convulsamente come in preda a follia omicida, ma il mio non è stato un assassinio… Era già morto, allora perché sentirmi in colpa… Perché?? Devo cancellare ogni riflesso della mia umanità, ogni traccia… L’anima non appartiene più a questa realtà! M’impedirebbe di sopravvivere!
 
Sopravvivenza! Insediamento urbano 7 : come ci sono riusciti?! La risposta la troverò prima del crepuscolo, devo avere una risposta, come hanno potuto?... Come sono sopravvissuti a tutto questo orrore?...
La estrema deumanizzazione: il risorgere dalla morte per rivendicare il cuore nero dell’ Uomo, per mostrarne la vera natura! E’ sempre accaduto… Solo che ora è più evidente! La realtà divora se stessa! Hobbs non aveva torto…
 
Dannata Chrysler, non parte, non parte!!! L’autoradio è ancora accesa, trasmette continuamente lo stesso messaggio “ Insediamento urbano 7 Santa Mira, se qualcuno ci sente, ci raggiunga, siamo ancora vivi”, essere ancora vivi… Quale paradosso! Due Carni Morte, in un modo a me ancora ignoto, hanno avvertito la mia presenza, nel loro lento ed incespicante incedere tentano di raggiungermi… Hanno fame!
 
Quando… Quando ha avuto inizio questo immondo delirio? Non volli credere ai numerosi bollettini dei media, no, no, io ero al sicuro a casa di Nancy, tutte quelle breaking news sembravano così irreali, spaventosamente irreali finchè Nancy non fu morsa dal suo vicino di casa. Credevamo che quest’ultimo avesse avuto un malore, nulla di più. Accadde improvvisamente, giaceva sul pianerottolo, pensavo ad una semplice lipotimia e nel soccorrerlo egli addentò l’avambraccio della mia Nancy. Ricordo l’ urlo agghiacciante di Nancy… L’ estrema sofferenza deformò il suo viso in una espressione che mai dimenticherò nel momento in cui con disumana violenza egli strappò le sue carni nella sua sanguinante morsa… Ricordo una fiumana di sangue, la sua camicia copiosamente intrisa di un rosso intensamente purpureo, la sua nivea pelle sgraziatamente lacerata… Poi svenne! La Carne Morta sembrava placarsi mentre pasteggiava con i brandelli di carne della mia Nancy… Sì, sembrava saziarsi… Nancy morì qualche ora dopo… Ed oggi l’ho rivista risvegliarsi dal suo mondo di tenebra… Non desiderava Me… Desiderava cibarsi… Loro si risvegliano, in cerca di cibo, mossi dall’ unico istinto primordiale che accomuna senza distinzioni ogni essere vivente: mangiare!!
 
Devo fuggire, per quanto siano esasperatamente lenti, il loro morso infonde il contagio, non riuscirò a terminarli entrambi senza che ne possa uscire illeso. Devo fuggire, fuggire da Loro !! I loro agghiaccianti lamenti lacerano ogni mio pensiero, risuonano come macabre eco nella mia mente, no, non riuscirete ad impossessarvi della mia mente, è tutto ciò che ho…  La follia mi circonda, ma non è in Me, non deve essere in Me!
 
 
                              Tempus fugit
 
 
Percorro la Main Street, spaventosamente devastata dalla edace furia delle Carni Morte! La realtà per come la conoscevo non esiste, un fuoco fatuo che nella sua atroce evanescenza è ancora capace di ferire… Devo cercare di non pensare, la consapevolezza delle immonde conseguenze del cuore nero dell’ Uomo possono essere letali per la mia volontà di essere. Devo solo correre, correre via da questo putrescente caos, raggiungere Santa Mira,  parvenze di vita concedono una labile speranza a chi cerca una scintilla di Dio! Dove sei ora?...
Dagli edifici che costeggiano la Main Street, fuoriescono brulicanti, Loro, le Carni Morte, diventano sempre più numerosi… Ho poco tempo… Le prime ombre si disegnano minacciose lungo il mio percorso, il sole ha superato da qualche ora lo zenith, i loro lamenti sono più presenti, sono state schiuse le porte dell’ inferno… L’incubo reso reale! Devo contenere la mia Paura, sono solo, nessuno può aiutarmi… Correre, correre… il mio unico pensiero… Correre!
 
 
                                                           
                                                          Crepuscolo
 
 
Isolato urbano 6. Sono numerosi, affamati, mi osservano con l’intento di appagare il loro istinto primevo. Trascinando le loro decomposte membra, avanzano serrando implacabilmente la via di fuga più breve, devo deviare per una via secondaria… Non è ancora finita per me, come per Loro…  Ascolto con difficoltà un reverbero distorto del radio-messaggio in loop: “ Insediamento urbano 7 Santa Mira, se qualcuno ci sente, ci raggiunga, siamo ancora vivi”. Proviene da qualche luogo dannato nelle vicinanze… Ma da quanti giorni viene trasmesso? Troverò qualcuno? Non è il momento di porsi interrogativi… Non ora!
Respiro questo ossigeno intriso di sangue, un silenzio sepolcrale aleggia per la Side Avenue…
Una Carne Morta, si aderge sgraziatamente, puntellandosi sui gomiti, da un rottame d’auto, sembra sorridermi e dalle sue orbite vuote, nere come il ventre di un ragno, stillano lacrime di sangue rigando il suo opalescente incarnato ridotto a cuoio. Gelide schegge di terrore penetrano nelle mie carni come proiettili adamantini. L’abisso incomincia ad osservarmi, l’incubo a divorarmi… Il suo decomposto viso assurge a maschera grottesca, uno sguardo in cui sublimano con raccapricciante armonia orrore e delirio, mi si rivolge gemendo con voce grave come arsa dalle fiamme dell’ inferno. Urlo quando vedo cadere dall’ istmo delle sue fauci brandelli di dita umane… Non è solo…
 
La luce diviene gradatamente cinerea, tra due ore il buio ghermirà ogni mia speranza, ogni mia volontà: la notte rende le Carni Morte più feroci, più implacabili almeno finchè non si saranno disgustosamente saziate.
 
Non posso tornare indietro, sono maledettamente circondato… Una profonda fenditura nel muro alla mia sinistra potrà essere l’unica via per nascondermi, per attendere la nuova alba… M’infilerò attraverso di essa, non so cosa troverò oltre, ma non ho altre alternative.
Il loro straziante berciare satura l’ aria rarefatta di questo atroce simulacro di realtà.
La mia attenzione è bizzarramente carpita da un sarcodivoratore distanziatosi dagli Altri: alza il suo mummificato braccio destro verso di me, posso intravedere la sua scompaginata necrotica anatomia muscolare lassamente fissata a livide ossa, legamenti disidratati e tesi come funi d’acciaio… Tenta goffamente di indicarmi, sì, sembra indicare Me… Emette un ultimo disperato urlo soffocato…
 
Quale orrore sotto il manto di questo cielo indaco vellutato…
 
Non potranno mai raggiungermi attraverso la breccia, la loro assoluta assenza della sensibilità propriocettiva impedisce alle Carni Morte un’adeguata coordinazione motoria.
L’oscurità del locale in cui  mi trovo mi avvolge come una sostanza sciropposa, la mia torcia elettrica incomincia a perdere colpi. Dannate batterie! L’effetto stroboscopico del  fascio di luce della torcia elettrica proietta nell’ambiente sinistre ombre subliminali, sembra che l’empietà, che permea l’ intero pianeta, abbia assunto una sua molteplice forma ideale, partorita dai più sordidi anfratti, insediandosi virulentemente nei miei silenti universi.
Le grida soffocate delle Carni Morte reverberano all’interno del locale, credo che stia per impazzire, non so se riuscirò a resistere ancora, l’intero mondo è divenuto una immane piaga purulenta urlante! Non esiste il dolore, ma solo il bisogno!
Intravedo attraverso il nero velo del buio poche ossa sparpagliate ed accanto irriconoscibili resti di membra umane ormai essiccate… Dove sono, dove diavolo mi trovo ? Di presso mi sembra di riconoscere le sagome di piccoli banchetti di scuola affastellati in una campata: un inutile estremo tentativo di barricarsi, un vano resistere all’ inevitabile.
Dio mio, è un asilo, Cristo, quelle membra minute sono piccoli resti di bambini in età scolare… Nulla, nulla e nessuno è stato risparmiato… Nessun perdono, nessuna pietà appartiene ormai a questo mondo!
 
Mi accoscio in un angolo in preda ad una muta disperazione, ogni mia scintilla vitale sembra spegnersi… Il terrore è allignato nel mio cuore, i di cui battiti stanno accellerando con una tale frequenza ed intensità, che m’impediscono di abbrancare ogni forma razionale di pensiero… Finchè penso all’orrore… Finchè il panico ha la sua ragione d’essere… Un caotico tramestio è al di là della grossolana barricata, il barbaglio della digradata luce della torcia elettrica rivela con confusi chiaro-scuri le deformi sagome di numerose Carni Morte, si agitano spasmodicamente, sono eccitate nell’ avvertire la mia presenza: l’ unica occasione di cibarsi per questa notte! Mi rendo conto di non poter più sfuggire alla loro orrida fame!! Paralizzato, avverto che ogni mio respiro diviene rapido affanno, ogni mio pensiero inghiottito in una spiraliforme zona d’ombra… E’ finita, è finita…
 
Violenti tonfi sordi sull’ impiantito preceduti da ripetute esplosioni di armi da fuoco mi ridestano d’improvviso dal mio torpore di tenebre, mentre i bramiti inarticolati delle Carni Morte si commistionano con la canizza di rabbiosi randagi… Serro gli occhi, mentre la mostra delle atrocità irrompe in tutto il suo terrificante selvaggio fragore di morte… Un acre afrore di sangue empie le mie narici… Cosa accade, cosa…?
 
- C’E’ QUALCUNO ? SIAMO DEL SANTA MIRA !! SAPPIAMO CHE CI SEI !! ABBIAMO VISTO LA LUCE DI UNA TORCIA ELETTRICA !! –
 
Una voce, una voce umana, la mia salvezza: i sopravvissuti dell’ insediamento urbano 7 Santa Mira, non sono solo… Non più!
Una lampo abbacinante balugina per l’ immenso profondo schermo buio, mentre un lacerante dolore trafittivo percorre la mia nuca… Cosa??...
 
                         
                                
                                Insediamento Urbano 7 Santa Mira
  
 
Il mormorio sommesso di voci poco lontane mi arrivano come il ritmo ondoso del mare che lambisce una spiaggia, sfocate fattezze di visi che si avvicendano, rendono ancora più confusi i miei pensieri così distorti e strani che evidentemente devono aver varcato il confine della coscienza, così ricado in un dormiveglia dove l’inconscio dileggia la mia mente sprofondandola in uno stato di semidelirio, in cui gli incubi distorcono orribilmente la mia memoria. Un senso di nausea si dipana nel mio stomaco… Percepisco un breve scambio di battute, certo che una informazione fondamentale mi è stata rivelata, ma non sono abbastanza lucido da individuarla... Non ancora!
Mi aggredisce prepotentemente un odore pungente di ammoniaca, ridestandomi dal mio stato di semitrance, la nebbia che intorpidisce i miei sensi si dirada, mentre scorgo un uomo in camice bianco che tiene qualcosa sotto il mio naso. Tossisco e per un attimo trattengo un conato, i miei polmoni sembrano ardere… Ora incomincio a distinguere il contesto in cui mi trovo, uno spazio ristretto rischiarato da una fredda luce al neon, occupato da numerose sagome umane, alla mia destra una donna bruna in uniforme bianca accenna un sorriso… Ma inspiegabilmente non lo trovo rassicurante.
Mi rendo conto di essere al centro dell’attenzione…
 
Bruscamente mi risveglio, un intenso dolore pulsante si traduce rapidamente in una incoercibile emicrania, insopportabile nel suo ritmico pulsare… Ma la consapevolezza del mio stato sferza crudelmente la mia coscienza, una sensazione bruciante e sempre più dolorosa alle estremità mi ostende che polsi e caviglie sono legate alla struttura d’alluminio di un letto, un letto di un ambulatorio d’ ospedale… Nessuna finestra.
 
- Signor Dandridge, mi sente? – una voce pacata, estremamente algida nel suo porgersi. L’uomo con il camice bianco.
- Sì, sono io – confermo debolmente – Ma…ma come sapete il mio nome e perché mi avete legato ? - Lacrime calde inumidiscono il mio viso.
- No, Signor Dandridge, non abbia alcun sgomento, abbiamo solo controllato i suoi documenti, inutili  di questi tempi, non crede? – mi risponde retoricamente con un sottile ed autocompiacente sarcasmo. Trovo raggelante la sua ostentata formalità.
- Non sono contagiato, non sono stato morso, se è questo che vi spaventa ! – affermo con impeto febbrile.
- Ma questo lo sappiamo, Signor Dandridge, sono certo invece che Lei non sia ancora consapevole del suo… - l’uomo con il camice bianco indugia per un attimo, come se stesse selezionando le giuste parole - … dicevo… del suo, chiamamolo destino ! – termina la frase fissandomi negli occhi. Noto con ribrezzo che i suoi denti sono marci, ridotti a consunti ingiallititi paletti.
- Cosa significa tutto ciò ? – la mia emicrania pulsa sempre più forte.
- E’ giusto che Lei, Signor Dandridge, abbia una risposta, è giusto ! –
Un sudore freddo imperla il mio viso. Tremo.
- Sono sicuro che Lei abbia sentito il nostro messaggio, vero ? –
Annuisco passivamente, mentre la mia speranza è divenuta una corda tesa su cui mi sento posato in precario equilibrio.
- E’ sgradevole ciò che sto per dirle, ma ne faccio un mio obbligo nei suoi confronti… –
Il cuore sembra serrarsi come un pugno.
- Non è il primo cui ci viene incontro, se ciò può consolarla ! Ma per sopravvivere la comunità di Santa Mira ha fatto propri… certi appetiti estremi. Dobbiamo sopravvivere, Signor Dandridge, il bisogno ha vicariato ogni legge morale, ogni dogma cristiano… Dio non c’entra nulla con tutto questo... – alza le braccia in alto come un profeta pagano - …Ovviamente è chiaro che tra i componenti dell’ insediamento urbano 7 c’è un tacito patto di non cannibalismo, anche se in effetti sono tuttora reticente ad usare questa parola… La trovo squallidamente riduttiva ! – continua a fissarmi con le braccia conserte, ritto accanto a me, congelato in una spietata espressione di scherno.
 
- SIETE DEI MOSTRI, SIETE TUTTI DEI DANNATI MOSTRI !! COME POTETE !! COME POTETE !! MALEDETTI… MALEDETTI TUTTI PER L’ETERNITA’!! – strepito inascoltato.
Stretto nella morsa dei nodi di sottili corde di nylon, avviticchiati alle mie estremità, mi agito convulsamente come un alcolista colto al suo ultimo stadio di delirium tremens, poi d’improvviso avverto che ogni mio muscolo non risponde più, una sorta di lenta ed esasperante paralisi percorre l’intero mio corpo… Le lacrime incominciano ad offuscare il mio sguardo…
 
- Signor Dandridge, si lasci andare, è inutile resistere, ma non si preoccupi sarà lucido fino all’ ultimo. Adeguate dosi di succinilcolina stanno in questo momento liberando le loro preziose, per noi, proprietà farmacologiche. Tra qualche minuto sarà placido come un agnello, la morte la coglierà per soffocamento, la coglierà nell’ attimo in cui si paralizzeranno i suoi muscoli respiratori. Una nostra piccola accortezza, le sue carni in questo modo non perdono il loro pool proteico –
- Maledetti… Maledetti tutti… – bisbiglio flebilmente, parole spinte da un respiro breve e tremante. Uno stato progressivo soporoso annebbia ogni mia percezione.
                                                                  
 
                       Epilogo
 
 
Un altro dolore mi invade, separato da tutte le altre sofferenze: nonostante il terrore, il delirio, lo sfinimento, che ho adoperato come scudo contro lo spaventoso assedio della realtà , la verità mi ha raggiunto in tutto il suo abominevole manifestarsi… Quale tremenda verità alberga nel Cuore Nero dell’ Uomo, perfetta come un diamante, forte come l’odio.
 
Il mio ultimo pensiero si rivolge a quanti come loro si siano adattati, l’universo ora mi si appalesa come un regno di morte, un regno dove la vita, così rara da apparire, assurge a scherzo mostruoso…
 
E’  una questione di “adattamento”… Una terrificante questione di “adattamento”
 
 
 
Tarkus
 
 
 
 

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Virus

10 gen 2008

               
 
“ Siamo l’immagine di Dio che risiede nelle tenebre…” ( W. Blake )
 
 
Fine XXIII secolo. Ho da qualche ora abbandonato l’orbita terrestre, mentre il mio equipaggio è ancora immerso nel criosonno… Un gelido universo senza sogni.
Il comando del vascello solare Genesis II è sotto la mia egida, pertanto ho potuto programmare anticipatamente il mio risveglio, senza alcuna altrui ingerenza. Dovrei arrivare sul terzo satellite di Giove tra sette giorni e lì far perdere le mie tracce.
   Due settimane fa ho finalmente decodificato il cyberfile di Mary Ann, l’ unica prova del Grande Inganno perpetrato da circa un secolo dalla UNI-CORP… Ci hanno capziosamente ingannato; siamo stati privati della scintilla della nostra humanitas : la scelta ! L’ uomo è la summa delle proprie scelte, ma non in questo millennio… Ci hanno soggiogato secondo i loro abominevoli progetti, per quasi un secolo.
   L’essenza della propria umanità ha cessato di essere alla fine del XXII secolo, in concomitanza con la costituzione di un’ unica corporazione mondiale: la UNI-CORP. Hanno derubricato completi cyberfiles del nostro passato, indottrinando le nuove generazioni in sudditanza del Grande Inganno. Nessun humus storico, nessun riflesso della nostra anima.
   La mia Mary Ann è stata giustiziata, perché non collaborante alla terapia invasiva per eradicare il Virus H3, come da programma dei cyber-ippocratici della UNI-CORP. Ma Essi non avevano previsto la decriptazione dei loro codici da parte di mia moglie: il varco nel cuore nero informatizzato della UNI-CORP è stato schiuso. Sono ancora sconvolto dai terrificanti dati campionati da Mary Ann: la realtà che era non è più… E che siano dannati tutti per l’eternità…
Simile al mercante di Venezia, arrogo ora la mia libbra di carne…
   Renderò vivida luce il barbaglio di una labile speranza, la speranza di essere! Condividerò sul world-net il cyberfile di Mary Ann: è ora che l’umanità sappia, è ora di donare una voce alle migliaia di urla silenziose… Che la propria anima osservi se stessa. E che Iddio abbia pietà di me…
 
INVIO__CYBERFILE 999 – MARY ANN NIELSON – ASTROFISICA – OGGETTO: PROGETTO UNI-CORP VIRUS H3 
 
Stazione terrestre orbitante Guardian VI. Ho più volte ripetuto a computare i miei dati in cerca di un possibile errore di calcolo, ma quest’ultimi confermano reiteratamente una notevole riduzione dell’albedo del pianeta Terra. Credo che tutto ciò sia riconducibile alla esplosione demografica della nostra società, circa 11,5 miliardi di esseri umani, e nonostante la maggiorparte di noi abbia già colonizzato da tempo topos siderali del sistema solare, l’esaurimento delle risorse naturali terrestri assurge ad impietosa realtà. La UNI-CORP ha terraformato tre satelliti di Giove e varato in orbita ventisei piattaforme-habitat, ma ho l’assoluta certezza che non saranno sufficienti per contenere il depauperamento del nostro pianeta operato dalla nostra specie. Da decenni, tuttavia, un’ epidemia virale – VIRUS H3 – sta mietendo migliaia di vittime, soprattutto donne, e per quanto riguarda gli uomini, quest’ultimi vengono soppressi o isolati a tempo indeterminato nella MED-TOWER situata nella zona limite del Mare Tranquillitatis, proprietà della UNI-CORP, come del resto l’intero sistema solare… I cyber-ippocratici reputano che una volta in contatto con il VIRUS H3, i portatori del cromosoma XY, possano divenire portatori sani e pertanto configurabili come noxae patogena. Non ho dati disponibili per avvalorare la loro tesi… Anche l’etiologia è ignota, seppur abbia sentore che, in qualche modo, essa sia deliberatamente criptata in remoti cy-files. Ho effettuato diverse ricerche, ma il CY-FCP [ CY-FILEs CONTROL PROGRAM ], accessibile solo ai dirigenti della UNI-CORP, nega ogni mio tentativo di violazione.
Il VIRUS H3 ci sta decimando: molte donne, dopo trattamento ( tuttora ignoto ), sopravvivono, ma reliquano danni permanenti al circuito mnemonico limbico di Papez; altre sono sottoposte ad esecuzione capitale perché rifiutano la terapia, pertanto stigmatizzate ufficialmente come vettori letali. Ma ventilo i miei dubbi: perché peccare di incoerenza verso il proprio istinto di conservazione, mentre si è sospesi tra la vita e la morte?… E’ contro natura, a meno che non si consideri che sussista una ragione talmente valida da non essere lontanamente confutabile. E ciò mi intimorisce.
John ne è all’oscuro, ma da qualche settimana avverto i sintomi prodromici secondari all’infezione virale…
 
Non ho più notizie di Blake da circa due settimane. L’ultima sua cy-mail, m’informava di essere stato selezionato per la quarantena nella Med-Tower. Da quando la UNI-CORP ti permette di propalare certe informazioni? Non è logico. Ho ricevuto dalla piattaforma-habitat numero 7 un cy-file vocale da sua moglie, sono ancora turbata dal suo contenuto, dalle sue parole traspare una non celata disperazione.
Allego cy-file vocale de quo:
 
INVIO__VOCAL-CYBERFILE 013 – GLENDA BLAKE – CYBERFISIOLOGA – OGGETTO: SCONOSCIUTO -
 
 - E’ troppo tardi, Mary Ann… E’ tardi, non c’è più tempo. Dio mio, è tutto così assurdo. E’ atroce, il loro Grande Inganno è inumano… La UNI-CORP…Il VIRUS H3… Cerca nella Loro matrice… Il codice d’accesso è… - 
 
- ABORTED VOCAL-CYBER-FILE 013 -
 
Credo che l’ interruzione del messaggio sia dovuta ad una Loro intercettazione. Cosa sta succedendo, cosa diavolo sta succedendo? “Dio”… Non Lo sentivo nominare dall’alba del XXIII secolo con l’ avvento dello scientismo. Cosa sta accadendo di così terrificante?...
John ritornerà dalla colonia Overworld tra due mesi, ovviamente non posso informarlo, dato che intercetterebbero il mio cy-file… Mi chiedo se il mio esitare sia solo una condizione mentale in sudditanza di una logica che non sussiste o è paura… Paura per qualcosa che non riesco ad intellegere…
 
Riscontro una ulteriore evoluzione dei sintomi: non ne sono sicura, ma credo che il virus sia nella fase metamorfica II. E’ sempre più difficoltoso nascondere il mio stato clinico… Accetto con reticenza che esista un univoco trattamento invasivo, devono esistere altre soluzioni…Soluzioni alle quali, probabilmente, ne era venuta a conoscenza Glenda Blake… Soluzioni così radicali da poter scalzare l’intera struttura catechizzante della UNI-CORP. La conferma di queste mie tremende supposizioni sono in riferimento alla scomparsa dei coniugi Blake. Non ho trovato alcuna scheda informativa al riguardo nel Cy-FILEs CONTROL MASTER [ sistema informatico globale ], come se la loro vita fosse stata inghiottita in un orrendo nulla…
 
Tra dodici ore avverrà una delle più grandi tempeste solari mai documentate, pertanto in concomitanza con il completo black-out del sistema cibernetico globale delle comunicazioni, potrò arrivare, mediante un vascello-ombra, alla casa-habitat dei Blake, senza che la UNI-CORP possa tracciare i miei spostamenti dal Guardian VI. Avrò solo 48 ore, in seguito al graduale accalmiarsi della tempesta.  Non so cosa troverò e forse è proprio questo oscuro incubo dell’ignoto che mi rende così vulnerabile… Il mio non è coraggio, ma è solo il germe della disperazione…
 
Sono trascorsi trentasei secondi dall’inizio della tempesta solare, denominata Efesto dal consiglio straordinario di astrofisica. Mi distaccherò dal Guardian VI, quando quest’ultimo si troverà nel quadrante opposto al perigeo: le alterazioni elettromagnetiche schermeranno meglio le microvariazioni radio emesse dal mio vascello. In seguito, dopo la dodicesima ora l’intero sistema telecibernetico collasserà ed in quel mentre sarò completamente invisibile alle sonde siderali della UNI-CORP. Mi trovo solo poche ore al punto di rottura della mia vita, poche ore al punto di non ritorno…
John crede che esista un’entità superiore, che trascenda ogni significante del reale, per cui ammettere il suo essere come amore assoluto è puro atto di fede. Gli storici l’hanno identificato nelle antiche documentazioni con il termine di Dio.
Nel caso Egli esista mi affido a Lui… Non mi resta altro…
 
Attraccherò alla piattaforma-habitat dei Blake esattamente tra 46 minuti. Devo segnalare che alle ore 24:03 ho incrociato in antiverso la Leviathan – vascello militare della UNI-CORP, l’ unico attrezzato di hyperdrive - . E’ dannatamente insolito che la pleiade militare s’ insidi nei quadranti siderali del sistema solare. Le loro direttive non lo prevedono. E se per qualche oscura ragione anche Essi hanno la necessità di eclissarsi in virtù del black-out globale delle cyber-comunicazioni ? E’ accaduto qualcosa… E quel qualcosa lo scoprirò tra meno di un’ ora… John dove sei ora? Ho bisogno di te!
 
Ore 01:15 è terrificante ciò che mi si staglia di fronte: la piattaforma-habitat 7 non esiste più. Volteggiano orrendamente davanti al mio vascello innumerevoli detriti e polvere metallica. Posso distinguere una bambola giocattolo… Maledetti ! Perché cancellare una intera colonia umana ? Un atto così crudele e radicale richiede ferma determinazione, una granitica volontà nel mantenere inalterato lo status quo. L’ habitat 7 rappresentava l’ ineludibile prova del loro Grande Inganno. Ma quale ? Molto probabilmente il segreto di Glenda non era rimasto tale in quella colonia… La deflagrazione operata dalla UNI-CORP conferma la mia terribile ipotesi…  Oh Glenda, qual è il codice ? Devo rianalizzare tutte le cy-documentazioni in mio possesso, è tutto ciò che mi resta…
 
Il mio corpo sta… cambiando. Ho dovuto iniettarmi un anti-emetico: la fase metamorfica II è ogni giorno sempre più evidente. Accadrà presto: la UNI-CORP imporrà la sua “cura” anche su di me… Devo assolutamente scoprire quel codice, prima che il virus transmuti nella III fase del suo ciclo parassitario. Dopo sarà troppo tardi. Ho paura… Paura per Me, per tutto ciò che sta accadendo, per la nostra specie... Il tempo non concede alcuna pausa. Mancano 32 ore all’ accalmia dell’ Efesto e nel contempo devo cercare di contenere farmacologicamente i sintomi, progressivamente ingravescenti, del mio stato clinico… Sono sola e nessun altro potrà aiutarmi…
 
Ho campionato macro-oscillazioni quantistiche inequivocabili : la Leviathan ha effettuato un deconfinamento dei quark, convogliando tutta l’energia sprigionata contro la piattaforma-habitat 7… Prova che il massacro perpetrato dalla UNI-CORP è stata da tempo deliberato ! Che siano maledetti…
 
Sono andata oltre, troppo oltre per tornare indietro, per ritornare a vivere una realtà pre-confezionata dalla UNI-CORP. Una realtà nella quale la pace è fondata sull’annichilimento dell’ umanità. Il vero orrore è che gli stessi sommi dirigenti appartengono  alla specie umana !! Glenda ha guardato negli occhi il nero abisso dell’ Uomo, ha disvelato il Grande Inganno… E’ ora che condivida con lei il cuore nero della UNI-CORP, è ora che conosca anch’io il Grande Inganno… Sono fermamente convinta che nel suo vocal-cy-file sia contenuto il codice d’accesso e che esso sia talmente evidente che paradossalmente mi sfugge… Ne sono sicura…
 
Ho solo dodici ore, dodici maledettissime ore per decodificare il codice ! La mia strumentazione astrometrica ha individuato una nebulosa oscura ai confini del nostro sistema solare. Mi servirà altro tempo… All’ interno di essa potrò guadagnare altre sette ore, prima che le sonde detector della UNI-CORP mi localizzino !
 
Il mio stato clinico sta evolvendo…Non devo farmi prendere dal panico, non ora che sono così vicina alla soluzione… Devo iniettarmi uno psicotropo… Mi permetterà di pensare, di rallentare i miei pensieri ! Cosa sta succedendo, cosa sta succedendo… Dio mio, aiutami !!!
 
A volte la verità è talmente manifesta, che stupidamente non la vediamo ! Perché non l’ho notato prima, il codice è nel messaggio e non nella sua matrice informatica. Stupida ! Sono una stupida ! E’ stata Glenda stessa a dirmelo… Certo, doveva sembrare una esclamazione dettata dall’ emotività, un’ esclamazione all’apparenza senza importanza… Ma che in effetti doveva in qualche modo carpire la mia attenzione ad un primo ascolto… Deve essere così. Stupida, non vi ho dato importanza…Il loro codice: dovevo immaginarlo, solo la UNI-CORP nella loro supponente superiorità gerarchica arrogano il diritto di assurgere a DIO !!!  Il codice è “ DIO “, caro John, ne sono convinta, il codice deve essere DIO !! Hanno assunto l’ infinito ad infimo !!!  
Ora non mi resta altro che attendere l’accalmia di Efesto. Solo dopo il passaggio degli ultimi fotoni solari potrò decriptare le informazioni sul VIRUS H3, varcando il CY-FCP. Ora ho il codice…
 
Fortunatamente l’emivita dello psicotropo è lungo abbastanza… Abbastanza per la Verità…
 
Il count-down è iniziato: tra diciassette secondi accederò alla empia Conoscenza. Benvenuti tutti, benvenuti tutti all’alba di una nuova Era…
 
 
La verità assoluta di tutte le cose è che non esiste alcuna verità assoluta… E’ stata lacerata… Sottratta… Deformata dalla UNI-CORP per adattarla nel modo più terrificante: un esperire senza essere ! Una vita scevra della scintilla divina. Ho paura, John… Ho paura per noi, per un futuro che non sarà mai !!
La nebulosa oscura potrà occultarmi per altre due ore… Le mie strumentazioni oscillometriche hanno localizzato due ricognitori della UNI-CORP… Sono armati… Sono armati, John !! Hanno sicuramente individuato la mia violazione nei loro archivi informatici. Conosco il Grande Inganno, il loro Anti-Dio precostituito… Perseguono nella Menzogna per asservirci. Le UNI-NEWS diffondono mendaci aggiornamenti riguardo la deflagrazione della piattaforma-habitat 7: inversione del processo di fusione atomica nel nucleo dell’ omnia-alimentazione. Ovviamente è falso ! Tutto ciò che ora mi rimane nei miei ultimi istanti di una non-vita è l’amore per MIO… Per NOSTRO FIGLIO, John. Il figlio che non sarà mai, ma che è in ME !
NON ESISTE ALCUN VIRUS H3… NON E’ MAI ESISTITO, JOHN, MAI ESISTITO… FERMA TUTTO QUESTO ORRORE. INOLTRA QUESTO MIO RESOCONTO SUL WORLD-NET.
E’ ora che la specie umana ne sia consapevole… Che si riappropri della sua Anima… Ho paura, John… Il mio amore non finirà con me… Apud Deum…
 
_______ALLEGATO__SUB-CYBERFILE#01#999 – PROPRIETA’ : UNI-CORP - OGGETTO: PROGETTO VIRUS H3 ____
 
 
Anno 2217 : l’espansione demografica antropica terrestre ha raggiunto il punto critico destabilizzante. Secondo il protocollo del progetto ICARUS, sono state già varate quindici piattaforme-habitat delle ventisei progettate e terraformati tre satelliti di Giove ( Io, Ganimede, Europa ), ai fini di colonizzare topos siderali prestabiliti precedentemente secondo le nostre mappe astrometriche. Tuttavia seppur venga realizzato nella sua completezza il progetto ICARUS, il tentativo di un adeguato contenimento demografico mediante il deconfinamento antropico risulterà, in virtù dei dati istografici di previsione, fallimentare.
Pertanto in data 02/11/2217 è stata approvata con unanime deliberazione il progetto VIRUS H3 [ VIRUS HOMINIS 3 ], operante direttamente sul fattore antropico. Il Dipartimento del Condizionamento Psico-Comportamentale della UNI-CORP ha presentato suddetto progetto con lo scopo di un radicale contenimento demografico, avendo come presupposto una auto-inibizione procreativa. Tale fine sarà effettuato mediante una psico-coercizione indotta dal sistema catechizzante ippocratico della UNI-CORP. A tal riguardo si allega stepping progetto VIRUS H3, stilato dai membri superiori dei cyber-ippocratici del Dipartimento del Condizionamento Psico-Comportamentale:
___Protocollo VIRUS H3 :
   Metabolismo parassitario sovrapponibile al primo stadio del ciclo vitale fetale umano. Pertanto lo stato fisiologico gravidico rubricabile come conclamato stato clinico virulento parassitario. Il ptialismo [ salivazione profusa riscontrabile nella gravidanza ] sarà, in accordo con il protocollo VIRUS H3, il primo segno precoce di avvenuta infestazione parassitaria. Pertanto il soggetto sarà irrevocabilmente sottoposto a trattamento invasivo radicale. Il soggetto de quo non avrà alcun ricordo di tale trattamento, previa lesione microchirurgica al circuito di Papez.
In riferimento a tali direttive, le nuove generazioni saranno indottrinate dal Dipartimento Divulgazione Ippocratica secondo le nuove disposizioni summenzionate. Il fattore antropico sarà indotto alla non-procreazione ( il ripopolamento umano sarà prerogativa della cy-ingegneria genetica ), in relazione ai mistificati insegnamenti ippocratici [ considerare la gravidanza come uno stato clinico parassitario ]. Il timore di una pandemia sarà il fulcro dell’ auto-contenimento demografico della specie umana. I trasgressori saranno confinati nella MED-TOWER [ medical tower ] ubicata ai confini del Mare Tranquillitatis lunare, ove saranno configurati come vettori parassitari sani; le donne che rifiuteranno il trattamento chirurgico feto-eradicante saranno sottoposte a pena capitale, perché configurate come vettori letali parassitari.
Affinché sia concretato tale progetto si rende necessario la completa derubricazione della memoria storica antropica informatizzata dal Cy-FiILEs CONTROL MASTER ed effettuare una amnesia puntiforme nella generazione antropica antecedente. A tal riguardo Il Dipartimento del Condizionamento Psico-Comportamentale sta attualmente elaborando un sistema visuale subliminale da trasmettere attraverso i nostri optical-media.
Tempo previsto per l’attuazione completa del progetto VIRUS H3: 50 anni.
Il pianeta Terra assurgerà, alla seconda metà del XXIV secolo, a luogo elitario dei sommi dirigenti della UNI-CORP, quantificabili in data odierna a 1,5 miliardi.
 
Lunga vita al progetto ICARUS,
 lunga vita al progetto VIRUS H3,
    lunga vita e gloria alla UNI-CORP.
 
 
__END OF TRASMISSION__
 
 
Sono in procinto di entrare nell’ orbita di Io; un insediamento colonico, abbandonato da diversi lustri, diverrà il mio rifugio.
Mia cara Mary Ann, ho eseguito ciò che tu mi hai detto di fare, ora tutto ciò che mi resta è attendere…   Attendere gli eventi…
…Ho finalmente compiuto la mia scelta…
 
 
Tarkus 

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“Accadono più cose sia in cielo che in terra di quante ne possa disquisire la tua filosofia” (W. Shakespeare)
 
 
                                                             Prologo
 
 
Voi penserete che scriva tutto ciò con compostezza e calma; la realtà trascende ogni vostra considerazione. Non posso scrivere nemmeno una parola senza sentirmi in preda ad inquietudine. Nulla, se non il mio ansioso desiderio di esorcizzare in qualche modo i miei incubi, avrebbe potuto convincermi a sedere ed a ricordare una vicenda che rinnoverà il mio terrore senza soluzione di continuità e che ricondurrà nella mia vita un’ombra di indescrivibile orrore, che pur dopo tanti anni continua a rendere paurose le mie notti ed angosciosi i miei giorni, rendendomi insopportabile la solitudine.
Lasciate che vi descriva ciò che accadde la sera di sette anni fa, vi avverto: non potrà esservi da parte Vostra alcuna logica spiegazione, giacchè, in tutti questi anni, i miei tentativi di mettere al giogo della razionalità l’accaduto è risultato vano … Chiedo venia, ma la mia non è una scortesia nei vostri confronti, né è mia intenzione  sottovalutare la vostra intelligenza; il vostro libero arbitrio è nel credermi o no, vi prego solo di arrivare alla fine di questo mio resoconto, senza distrazione alcuna. Ve ne faccio una mia preghiera…
 
 
                                                             Novembre 1982  
 
 
Era trascorso un mese da quando mia moglie sottoscrisse l’atto di divorzio. Discettò al riguardo che la separazione era una reale necessità affinchè ritrovasse se stessa; in seguito la rividi per caso ai magazzini Harrold’s e sinceramente ciò che ritrovai in lei furono solo due nuove labbra rese ipertrofiche da perle di collagene!! Mi domando a tutt’oggi come abbia potuto eleggerla in illo tempore mia compagna di vita… Ma questa è un’altra storia.
Mi resi conto di avere gran parte del tempo libero a disposizione, pertanto presi l’abbrivio per poter meglio coltivare le mie passioni, nella fattispecie l’incontenibile amore per  il cinema. Considerai tutto ciò come una mia personale anagenesi!!
    Era il 7 novembre, quando Orson mi diede forfait per una retrospettiva sul linguaggio cinematografico underground, ma il desiderio di essere presente ad una tale importante rassegna trascendeva ogni mio imbarazzo di dover sedere senza compagnia alcuna in una sala, che sarebbe stata sicuramente gremita di appassionati del genere. Come già ho accennato, il ricordo di quella sera rinnova a tutt’oggi il mio terrore, un terrore che condusse la mia mente a vacillare verso tragiche dimensioni di follia!! Perfino a rinnegare la realtà dei fatti… Ma l’oblio è solo una pavida soluzione alle mie paure, le quali a tutt’oggi s’insinuano, furtivamente, nella mia anima, corrompendo ed indebolendo per gradi la mia lucida razionalità.  Tuttavia devo continuare a scrivere… Devo conferire in qualche modo un barlume di realtà a quell’ empio orrore, che ormai caratterizza i miei incubi, ed attraverso questo scritto, per quanto sia assurdo e labile il mio tentativo, carpirne artatamente una, sia pur astrusa, logica sequenzialità dei fatti.
Chiedo venia per questa mia pur breve digressione emotiva…
    Era una tipica serata londinese: la pioggia staffilava r